Spettacoli in repertorio

 

EROTIKAMORE è un incontro. E’ l’incontro tra musica, letteratura e teatro. Tra la musica di BandaFenice, la band capitanata da Marco Filatori, e le parole della grande poetessa milanese Alda Merini. Un recital concerto nel quale il fluire delle canzoni è scandito dalla voce di un attore che rivive il racconto di una storia d’amore tormentata ma unica. Proprio la storia narrata dalla Merini nel romanzo breve dal quale è mutuato il nome dello spettacolo e pubblicato dalla casa editrice LietoColle. L’amore come una costellazione disciplinata solo dal vento, dalle rocce e dalle rose. E, insieme, l’autenticità che pervade le canzoni di BandaFenice. Poesia, riflessioni, annotazioni diaristiche e il racconto erotico dei protagonisti Dina e Mario, due anime perse, in cui è lecita anche la più intima e trasgressiva carezza. Le canzoni suonate da BandaFenice, sia i brani originali che le cover di grandi cantautori italiani, fanno da colonna sonora al racconto. Debutto all’Estate Sforzesca 2018 di Milano.  

UNA STAGIONE IRRIPETIBILE: Nanni Ricordi e la nascita dei cantautori

 

La storia dei primi cantautori - Gaber, Tenco, Paoli, Fortis ecc… - e del loro scopritore Nanni Ricordi. Con BandaFenice e Gianluca Margheriti. Fu una stagione pazzesca. Fu una stagione irripetibile. Furono anni in cui le idee arrivavano prima degli affari, in cui l’arte era la musa che guidava ogni scelta. E al centro di tutto c’era Milano. Erano gli anni dei primi cantautori. Anni di pionieri, anni di scoperte. La guida in questo mondo fu Nanni Ricordi: uomo poliedrico, rampollo della grande dinastia musicale milanese, che con il suo intuito scoprì un modo nuovo di fare musica. Non si trattava solo di produrre cantanti che si scrivevano da soli la loro musica, ma di accompagnare veri artisti alla scoperta di temi nuovi, mai toccati in precedenza. Si trattava di creare un modo diverso di fare musica che si opponesse alla canzone sanremese che andava tanto per la maggiore in quegli anni. La scoperta di quegli anni incredibili e dei loro indimenticabili protagonisti avverrà tramite il racconto di Gian Luca Margheriti e le musiche di quegli stessi cantautori riproposte e arrangiate dal gruppo milanese BandaFenice. Debutto a Estate Sforzesca 2019 di Milano. 

…MA LIBERE VERAMENTE. Radio libere, musica e politica, gioia e rivoluzione. La storia della nascita delle radio libere in Italia

 

Gli anni Settanta arrivano dopo i favolosi anni Sessanta, e già per questo partono in difficoltà: dopo un decennio come quello della minigonna, del jukebox, della rivalità tra i Beatles e i Rolling Stones, della contestazione giovanile, del boom economico, del femminismo, di Woodstock e della conquista della Luna, tutti si aspettano che i dieci anni a venire siano altrettanto strabilianti. Ma la realtà sarà molto diversa  purtroppo. E gli anni Settanta non cominciano nel 1971, come ci si aspetterebbe, ma il 12 dicembre del 1969, alle ore 16 e 37, quando in piazza Fontana, a Milano, scoppia una bomba che uccide 17 persone e ne ferisce poco meno di un centinaio. È l’inizio della strategia della tensione. Ma soprattutto è l’inizio degli anni Settanta. L’“austerity”, il prezzo della benzina alle stelle, attentati, manifestazioni e quant’altro. E la fine dell’innocenza per noi italiani. È in questo clima che qualcosa cambia nel panorama radiofonico nostrano. Il monopolio della radio pubblica viene infranto da gruppi di persone che aprono spazi inattesi. Ignorando una legge che impedisce trasmissioni ovunque in Italia che non siano della Rai, in quel 1974 cominciano a nascere emittenti private. Radio Parma, la prima, comincia le sue trasmissioni sperimentali nell’ultimo scorcio di quell’anno per poi aprire regolarmente i battenti nel gennaio del ’75. Sulla scorta di questa esperienza il fenomeno comincia a dilagare a macchia d’olio. Non solo impegno politico, ma anche semplice desiderio di esprimersi liberamente, portano migliaia di giovani, da Nord a Sud, a dare vita a radio che si organizzano soprattutto intorno alla musica, quel rock, italiano o straniero poco importa, che da semplice genere musicale si trasforma in vero e proprio stile di vita. Lo spettacolo è un viaggio alla scoperta del mondo di quelle che si chiamavano “radio libere”. Debutto a Estate Sforzesca 2020 di Milano. 

SIAMO STATI ANCHE FELICI

 

Con Alessandro Pentella e IAMartpop. Coproduzione Teatro del Battito e Edizioni Underground Milano - www.edizioniunderground.it - , casa editrice milanese specializzata in poesia e documentari. Un recital intenso e delicato dove le poesie del giovane autore Pentella, da lui recitate, sono poi suonate dalla band milanese IAMartpop, un trio composto da pianoforte, tromba e flicorno, voce e chitarra. Libro e cd omonimo pubblicati a luglio 2021.

DISPONIBILE A SETTEMBRE E OTTOBRE 2021

 

ANDAVO A CENTO ALL’ORA – Storia dell’Italia del BOOM. Il 1958 è l’anno in cui al Festival di Sanremo vince Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno e a Roma si vive la Dolce Vita, mentre in televisione si consolida la fama di Carosello e di Lascia o raddoppia?; ma il 1958 è anche l’anno in cui inizia ufficialmente il boom economico. La ripresa dell’Italia dalle devastazioni e dai rigori della Seconda guerra mondiale era in realtà cominciata quasi un decennio prima, con il rilancio delle industrie e l’arrivo di investimenti esteri. Il 1958 è l’anno in cui tutti i nodi vengono al pettine e si assiste a una vera e propria esplosione economica, a cui si deve il nome di “boom” per identificare questi anni. Il cambiamento economico è così veloce e improvviso, e modifica così radicalmente la nostra società, che si inizia anche a parlare di “miracolo”. Tutto comincia ad andare per il meglio e agli italiani, per la prima volta nella loro storia, restano abbastanza soldi in tasca e tempo libero per dedicarsi agli svaghi. L’aumento della produzione industriale riguarda sostanzialmente tre tipologie di prodotti sopra a tutti gli altri: gli elettrodomestici, le automobili e i televisori. Ma il cambiamento più significativo è legato alla diffusione della tivù, che riesce a unificare davvero l’Italia. Per la prima volta nella storia gli italiani si ritrovano come un popolo compatto, con usi e costumi identici dalla Sicilia alla Alpi, per la prima volta gli italiani pensano, si divertono, mangiano, si vestono e parlano tutti nella stessa identica maniera. Grazie anche alle voci dei cantanti che tutti hanno nelle orecchie: Mina, Celentano, Modugno, Buscaglione… il boom riguarda anche la nostra musica. L’Italia contadina di un tempo va incontro a una grande trasformazione. Nuovi bisogni, indotti soprattutto dalla pubblicità, e nuovi modelli culturali, imposti da cinema, tivù e canzonette, iniziano a interagire con i precedenti orizzonti mentali in un mondo che sta cambiando anche per una scolarizzazione sempre più diffusa. L’Italia che conosciamo oggi nasce proprio lì, con le radici ben affondate negli anni del boom, il nostro miracolo economico. Chissà che alla fine della pandemia che stiamo affrontando non torni un nuovo boom economico a far rinascere il nostro paese!

Con BandaFenice e Gian Luca Margheriti.

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